martedì, 10 novembre 2009

00:28 odore di cornetti..non brioche..posso almeno chiamarli cornetti sul mio blog?




La chiave è nella serratura.




una nuova serratura, una nuova casa.




me ne acordo solo stasera, una sera in cui vince la voglia di sincerità, la voglia di pura vertà.




La cerco tra una sigaretta e un bicchiere di vino




la invoco, ma non la trovo dentro un passato certo, un presente dubbio, e un futuro vacuo.




Presente passato e VISSUTO.




dov'è la verità? quanto è vero cio che si è VISSUTO ?




quanto era vero  allora quanto è vero oggi?




oggi che è un participio.....un participio passato.




 




e la chiave stenta ancora ad entrare..perchè la voglia  di nuovo è ancora legato a ciò che è stato.




 voglia di un sorriso vero. di un abbraccio che sà solo di te. e di me. ma dove siamo io e te?




pianto, disperatatamente liberatorio, consumato lungo una strada che non ti riconosce, che ti vede passare pur chiedendosi ogni volta chi tu sia veramente. si chiede perchè ti ostini a passare, ti ostini a cercare li dove hai già trovato.li dove hai già vissuto




 




e tutto si spegne. in un abbraccio che ha il sapore di ....




 




 




 




 




 




 

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lunedì, 05 ottobre 2009

Hai mai visto la pioggia?


Someone told me long ago

They were gone before the storm

I know, it's been coming for sometime

Be it so, and so I say



Little rain and sun by day

I know, shining down like water



I wanna know, have you ever seen the rain

Coming down, down this day

Coming down, down this day



Yes for days and days before

Sun is rain and cold is hot

I know, in this place got all my found

Thru the circles fast and slow

There for every moment goes

I know, I can't stop, I wonder



I wanna know, have you ever seen the rain

I wanna know, have you ever seen the rain

Coming down, down this day

I wanna know, have you ever seen the rain

I wanna know, have you ever seen the rain

Coming down, down this day

I wanna know

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mercoledì, 09 settembre 2009
Un Ospite a Cena.





Piega i panni: piego i panni


Passa l’aspirapolvere: passo l'aspirapolvere.


 


..azioni basiche, gesti meccanici.


"concentrati" , me lo sussurro all'orecchio,


 


"concentrati solo sulle basi , sono solo elementi, riuscirai pur a concentrarti su semplici elementi, no?" 


i miei movimenti non hanno alcuna intenzione di seguire il mio monito e cercano di divincolarsi goffamente.


 


"concentrati" ...cerco  solo di fare  ordine intorno a te


 cerco solo di ricomporre le parti.


Non và. abbandono i gesti basici, cerco di mettere a fuoco lo schermo ma  la lotta  con  la mia vista appannata è una partita persa a tavolino.


mi convinco che aprendo uno  dei miei libri io possa  trovare la risposta, magari nel prologo o nell'introduzione. 


 


Subito Baricco si affanna per conquistare il primo intervento, scrive solo per me, baricco pensa solo a  me  "allora chiara, è solo una questione di chiodi, un chiodo che cade o un chiodo che decide di assistere alla propria vita ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla ..", interviene prontamente Cohe "ma no , ma no , non hai letto nulla allora, cosa scrivo a fare io, per cosa  perdo ore di sonno davanti a quella macchina da scrivere ? la casa del sonno ti suona familiare ? e non hai appreso niente. non devi fare nulla. devi solo aspettare che la pioggia inizi a cadere. fatti bagnare da lei. non provare  nemmeno a ripararti". Tra incroci letterari e  dibattiti d'autore interviene Fante e mi porta in salvo con la sua pacatezza. Mi dice esattamente ciò che ho voglia di sentirmi dire "Spegni la luce oggi chiara. e dormici sù"


 


 


Nemmeno loro, nemmeno le più autorevoli voci della letteratura riescono a trovare una argomentazione sensata.


che si fà? cosa si fà quando succede. dovrei saperlo, la riconosco quella sensazione. è lei. la stessa di tanti anni fà. Il nulla . il vuoto completo. l'astensione totale dalle emozioni. solo perchè quelle emozioni bruciano e soffocano l'anima.


 


non cambio mai. ieri come oggi. un abbandono, anche se abbandono non è. un pezzo di carta  con parole confuse  che inneggiano alla giovinezza e all'attaccamento brutale al presente senza considerazione alcuna per  il passato,  senza timore alcuno  per il futuro. senza considerazione per una figlia che può ma non vuole capire.


 


Eppure ti guarda, è lì, e la sua forza, la sua imperturbabilità è solo una maschera di dolore ,  guarda oltre e ti accorgerai che quegli occhi chiedono solo una risposta o una carezza. o forse entrambe.


 


non ci smentiamo mai.... e ciò che si è vissuto o che ci si è sforzati di non vivere. immancabilmente torna. in un giorno qualsiasi. ad un ora non prestabilita.


 


hanno suonato  alla porta.   nello stesso istante in cui quella porta è stata chiusa.


L'ho accolto, forse per educazione , forse per rispetto delle buone maniere, o forse perchè  non avevo scelta. stappo una bottiglia e ne verso il bianco nettare. due lupini. stasera converso con lui.


 


un confronto faccia a faccia con un ospite indesiderato:


Lo guardo con aria di sfida e mi dico che non è nulla ...è solo il mio passato travestito da presente. ma non mi frega ...l'ho riconosciuto. lo derido, è buffo, e il suo tentato mascheramento è a dir poco fallimentare. Pietà.


 


“Cosa Vuoi” ,


“Cosa vuoi tu?, sei tu che mi inviti, sei tu mi invochi, sei tu che mi cerchi, sei tu che mi trovi anche quando vorrei nascondermi ..quindi....cosa vuoi tu da me?”



















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martedì, 21 aprile 2009

E rido, e me la Rido.


Finalmente. Dopo soli due giorni ho raggounto l'imperturbabilità nel pieno della perturbazione che sì è abbattuta su dime.


Ah, ah, me la rido perchè per la prima volta l'indigazione è solo indignazione non accompagnata da rabbia, nervosismo, abbattimento. NO è solo indignazione e consapevolezza.


Consapevolezza che è arrivato proprio quel momento, consapevolezza che di fronte a certe evidenti disparità non è possibile chiudere un occhio, anche se una pronuinciata gerarchia te lo imporrebbe.


Aspetto il momento, in cui sarà completamente libera di esprimere al meglio la mia indignazione. ringraziare per i Magnifici due anni e chiudere dietro di me quella porta.


Sorrido alle parole pronunciate stamattina" Ti ammiro , sei davvero brava ad essere così calma"


ah ah me la rido, per davvero !


 

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domenica, 19 aprile 2009

Spengo la luce  e me ne vado a Letto.



Si arrende di fronte alle pagine di un libro, difficile  condurre via sguardo e corpo da quelle parole. Ordinare alle sue gambe di flettersi e alzarsi : basterebbe un piccolo ma decisivo gesto, e il giorno inizierebbe  ad animarsi, ad assumere un volto, una fisionomia più o meno familiare.  


Il tempo inizierebbe  a scorrere per finire in un istante e di nuovo sotto le lenzuola calde, sotto lo sguardo di una nuova notte. Basterebbe così poco, per attivare quel meccanismo...No,decide di arrendersi, perchè quelle parole le rubano ogni volontà e la tengono legata al giorno , al divano, a miles davis  che gracchia sul giradischi:


 


 


 


"Una sera me ne stavo a sedere nel letto della mia stanza d'albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere  una decisione nei confronti dell'albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione.


 


Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto ".


 


Spegne la luce anche lei, oggi. Contro il giorno che preme alle finestre, contro la città che vive nei suoi ritmi, contro Milano che anestetizza i sentimenti. Non sempre, sicuramente oggi. Contro tutto.


 


Una protesta. Silente. Solo lei e John Fante, solo lei e un talento compreso tardi, ma mai così tardi da non poter essere apprezzato . 20 anni dopo in una milano che pensa sempre ad altro, che rompe sempre le continuità, che nasconde i talenti in mezzo ad un manipolo di finti artisti.


 


Lo legge, perché le viene in mente il suo viaggio.


 


Lo rilegge perchè le ricorda che è nata e cresciuta in un paese cattolico. In cui tutto è segnato dalle colpe, ogni azione è determinata dalla paura . Di un fulmine divino che può abbattersi sui colpevoli, dimenticando che le colpe sono un espediente per tenere lontani gli uomini dalla vita.


 


E si roitrova a scrivere. A scrivere di nulla.


 


Di lei. Di un talento. Di una storia . che può sconvolgerla, turbarla, rallegrarla. In una acittà che oggi pesa, sulle spalle e sul cuore.


 


E’ un problema. Oggi è un problema.


 


Ma lo risolve e spegnendo la luce e andandosene semplicemente a  letto.

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venerdì, 10 aprile 2009

60 Secondi di Silenzio.


 


Per fermare quel rumore di fondo, i suoni si fermano ma i pensieri si addensano ancor più velocemente. e rivivono  i 60 secondi di 5 anni fà.


Quando i flussi isterici di una città si sono parlaizzati di fronte ai miei occhi.


 


7 Luglio 2006 - Non una qualsiasi giornata di sole...Una giornata di sole londinese, che solo quella città può regalarti. Forse perchè quando impera  il grigio sulle teste della gente , un solo raggio di sole ha un effetto ancora più travolgente.


Un minuto di silenzio, per commemorare gli innocenti, un minuto di silenzio per riuscire a trovare un angolo di pace, di stasi dopo giorni di completo caos mentale.


I ricordi viaggiano attraverso i suoni ,  i rumori : il suono diabolico delle sirene, il rumore del caos, le voci allarmate dei cronisti, la voce tesa di mia madre al telefono, il rumore netto dei tacchi sull'asfalto: una città intera in una marcia silenziosa tra le  strade desolate  e i volti vuoti, spenti.  


 


In silenzio, in mezzo a loro, incapace di pormi domanda, incapace di darmi risposte.


 


Il silenzio ha un suono, così netto, così potente .


In silenzio allora, in silenzio oggi.


 


 


 


 


 

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martedì, 18 novembre 2008

L'allarme che non allarma.


















Questa sera ho sentito guaire una macchina, oltre la finestra,








un timbro e una intonazione identica al suono che avrebbe emesso la mi macchina dopo l'urto di un automobilista incapace, dopo un calcio irruento di un ragazzino ubriaco, o dopo un soffio di vento violento..














un istante di allerta  a cui è seguito un sorrso rassicurante: non può essere la mia macchina , stasera non avrebbe potuto gridare, non avrebbe avuto la voce per poterlo fare..stasera ho trascinato la mia stanchezza verso casa perdendomi lungo la strada quel gesto consueto e ormai meccanico.....non ho attivato l'allarme .








L'allarme, che può allertare  solo se è attivato,senza quel suono  la probabilità di un furto diventa più elevata,  ma almno  le cose piombano senza alcun preavviso, sbrannnn succede senza tempo di recupero e reazione.








sbrannn esci di casa e ritrovi quel vuoto tra due macchine, prova indiscutibile del misfatto.








sbrann non è sicuramente piacevole, ma almeno avviene, senza allarmismo. Un senso di colpa perchè lo avresti potuto evitare bilanciato dalla consolazione perchè  ciò che è avvenuto è irrerversbile. Da oggi usiamo i piedi.








vorrei  dimenticare di attivare  qualche allarme ... nel passato, nel presente e sopratutto nel futuro.
















Una volta amavo i cambiamenti, li ricercavo  e una votla trovati me ne impossessavo avidamente, una linfa vitale








Oggi di fronte ad ogn potenzaile novità, ecco scattare un'allarme,








allerta








allarmismo....








quello della cosienza, della maturità o di un primordiale istinto di conservazione?








....Vivere per conservarsi , quasi peggio di vivere per sopravvivere.








No perfavore, questo no. Voglia di disattivare gli allarmi che frenano, che rallentano, che ostacolano, innescati solo dalla paura di essere derubata del mio oggi. 








...................................................................................................








Responsabile di questo post trip senza senso  è quello stupido test online sulla scelta dei fiori di bach ( altra colossale cazzata a cui non ho mai voluto far ricorso) . Dopo un'ora di test, in cui si sono avvicendatele le  domande più idiote , il test mi ha consiglato di fare uso dei fiori di Mimlus vista la mi a incapacità nel prendere delle decisioni importanti. Sarà anche vero, ma da qui a farmi di fiori di Mimlus ......

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venerdì, 24 ottobre 2008
Vorrei infilarmi in ogni interstizio e angolo di mondo.




























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giovedì, 09 ottobre 2008

Baricco e la mia anima.







Ci sono poche cose e persone che riescono a farmi provare un brivido e una scossa lungo tutta  la mia gambra sinistra, quando le incontro, quando le ascolto o quando le leggo eccoche puntualemnte  arriva quel brivido




Baricco è uno di questi...ieri sulla mia poltroncina rossa, davanti al palco e alle parole di Novecento,  ho provato di nuovo il brivido di una mano che ti sfiora il cuore e ti solletica l'anima






A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce





È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.








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giovedì, 11 settembre 2008

POST CONFUSIONE


sono in uno stato post confusionale, la giornata è stata lunga, intensa e confusa e questo post non potrebbe essere diversamente : post confusione


Intanto c'è da dire una cosa, è pur vero che la rete ha annulato completamente o quasi il vecchio copyright, però una internettiana, cresciuta a pane e web come me non può non rispettare la netiquette, per cui:


Chiedo umilmente perdono a Vizzi per aver rubato la sua fantastica rana di latta senza citare la fonte, che altro non è che il suo meraviglioso blog, costellato di rane, prose e poesie. Io nelle rane vedo tante cose, non ho ancora ben chiaro la reale ragione per cui mi piacciano così tanto, ma la poesia che mette Vizzi nelle sue rane è più unica che rara, ma cosa ci vedi tu Vizzi nelle rane??? www.ildottoredeipazzi.ilcannocchiale.it - andate le potete trovare lì !


Mia madre stasera stava preparando la pizza, mi manca il mio stagno, e a volte ho così tanta voglia di tornare a gracidare con le mie rane, che...che stasera vorrei catapultarmi lì in un battibaleno.


Perchè poi ormai si è donne, c'è poco da fare , c'è poco da discutere....i bonifici, i conti in banca che a volte piangono e a volte ridono, il primo capello bianco che sogghigna dietro la tua nuca, il portiere che ti sgrida perchè non fai la differenziata, il dente del giudizio che non vede l'ora di uscire , le prime rughette che ti costringono a pensare ad una possibilità che fino ad oggi non avevi minimamente sfiorato; un bel pacchetto all inclusive di botox, tiraggio +trattamento antirughe e contorno occhi.


ahh sono donna......tutta questa voglia di crescere.


ma chi cazzo me lo ha fatto fare.


 


 


 


 


 

postato da: iaia17 alle ore 21:08 | Permalink | commenti (1)
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